Wine Division: Intervista a Tapi

Tappi in sughero, sintetici o a vite: come soddisfare i produttori e rispondere alle esigenze del mercato.

Innovazione di prodotto: in cosa avete investito negli ultimi anni e che investimenti avete in programma?

La nostra società investe una elevata percentuale del suo fatturato in R&S annualmente. Gli investimenti non vertono solo sull’innovazione di prodotto, ma anche sull’innovazione di processo. Uno degli ultimi investimenti consiste in una stampante 3D di ultima generazione, che permette di sviluppare chiusure prototipo in tempi rapidissimi, riducendo così a qualche giorno i tempi di consegna mentre prima erano necessarie alcune settimane. Innovazione di prodotto vuole dire ricercare soluzioni non sperimentate prima: nel 97 siamo stati i primi ad introdurre una chiusura sintetica sui vini di qualità in Europa, analogamente ad inizio degli anni 2000 abbiamo innovato il settore delle bevande alcoliche con l’introduzione del tappo sintetico sulle grappe e i superalcolici. Oggi la ricerca nel settore delle chiusure per il vino è volta a creare chiusure “emozionali”: che abbinino cioè prestazioni sempre più elevate a forme che esaltino il design della bottiglia suscitando emozioni positive: quindi neutralità assoluta, altissima barriera agli aromi e barriera selettiva all’ossigeno, ma anche nuove forme che escano dagli schemi tradizionali delle chiusure cilindriche. Non a caso negli ultimi mesi abbiamo lanciato due chiusure che non necessitano di cavatappi per la loro apertura e nel 2016 lanceremo una chiusura cilindrica rivoluzionaria. Tutte le nostre chiusure sono costituite da materiali sintetici, sia tradizionali che biopolimeri, perché il mondo dei materiali plastici è un modo in continua evoluzione tecnologica e questo ci permette di fare evolvere le nostre chiusure nel tempo, cosa impossibile con materiali tradizionali. Altro filone su cui stiamo investendo sono le chiusure intelligenti: capaci cioè di fornire informazioni e monitorare le condizioni del vino e dei suoi costituenti nel corso del tempo.

Supporto alle cantine: come rispondete alle esigenze dei produttori di vino?
Il mondo della tappatura offre oggi molteplici opzioni, tanto che il produttore di vino può risultare disorientato nella scelta della chiusura. Per tale motivo il nostro staff commerciale è composto in maggioranza da enologi capaci di consigliare il produttore e di guidarlo nella scelta più adeguata sia dal punto di vista economico che di qualità. Negli ultimi anni sempre più siamo coinvolti non solo nella fornitura della chiusura: per alcune chiusure innovative, che non sono utilizzabili sulle normali linee di tappatura, i nostri laboratori analizzano le bottiglie per verificarne la adeguatezza e spesso arriviamo a farci carico anche della fornitura della linea di tappatura. Ci è capitato di sviluppare chiusure “ad hoc “ per la bottiglia del cliente o di essere propositivi nello sviluppo di nuove chiusure. L’anno scorso, grazie ad una famiglia di chiusure progettate per un nostro cliente francese, i suoi vini sono stati scelti come vini ufficiali al Festival di Cannes. Il vino, ovviamente, era buono, ma al suo successo ha contribuito anche il packaging in cui la chiusura era l’assoluta protagonista.

Il consumatore di oggi e di domani: qual'è il valore aggiunto del vostro prodotto per il consumatore?
I consumatori sono, in linea di massima, inconsapevoli del ruolo della chiusura nella conservazione del vino che andranno a degustare. La scelta del vino è sempre basata o sulla conoscenza del vino o sullìappeal della bottiglia da sempre. Negli ultimi anni si assiste alla crescita di una nuova classe di consumatori, soprattutto in paesi ad elevata crescita economica in cui la cultura del vino non è radicata. Questi consumatori ricercano nel vino gusti e packaging in linea con il loro retaggio culturale,. e non sopno necessariamente legati ai codici classici del mondo vino. Il consumo di vino si sposta da soddisfare un bisogno alimentare a un bisogno voluttuario/edonistico; anche il packaging della bottiglia deve essere attrattivo ed “emozionale”. A queste nuove categorie di vini sono dirette le nostre nuove chiusure, che abbinano prestazioni elevate a design e concetti innovativi.

Il futuro: previsioni su trend in Italia e nel mondo
L’Italia soffre di nanismo industriale: tale fenomeno limita la capacità di competere in un mercato sempre più globale in cui si deve andare a ricercare i nuovi clienti non più solo sul proprio territorio ma sempre più in altri continenti. A nostro avviso quindi chi vorrà crescere dovrà avere accesso ai consumatori soprattutto di mercati esteri. Questo implica un importante sforzo organizzativo da parte delle cantine. Per altri versi un aspetto positivo è sicuramente il successo che la cucina italiana sta avendo a livello mondiale che trainerà, di conseguenza, anche la nostra viticoltura.

Confronto con l’estero: in cosa si differenziano le cantine italiane rispetto al resto del mondo? Esempi di nuove tendenze e nuovi consumatori da altri mercati.
Le cantine italiane sono, in linea generale, poco propense all’innovazione per quanto riguarda il confezionamento del vino: il packaging risulta sempre estremamente classico, con poche variazioni che riguardano soprattutto l’etichettatura. Altrove le cantine sono portare a sperimentare maggiormente nuovi tipologie di packaging e nuovi formati di bottiglia: esempio che fa tuttora scuola è la gamma Yellow Tail australiana che, con un packaging completamente estraneo ai codici vino è riuscita a creare un mercato di nuovi consumatori: Analoghi esempi si possono trovare in nazioni nostre vicine, quali Spagna o Francia: pensiamo al mercato dei vini rosati di Provenza: caratterizzati da una colorazione ben definita in bottiglia trasparente per attrarre il consumatore, e da packaging estremamente moderni, con bottiglie originali, che hanno creato un vero e proprio fenomeno di mercato.


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